

Un cocktail (anticamente conosciuto in Italia con il nome di "bevanda arlecchina" o "polibibita") è una bevanda ottenuta tramite una miscela proporzionata ed equilibrata di diversi ingredienti alcolici, non alcolici e aromi. Un cocktail ben eseguito deve avere struttura, aroma e colore bilanciati; se eseguito senza l'uso di componenti alcoliche viene detto cocktail analcolico. Il cocktail può presentare all'interno del bicchiere del ghiaccio, non presentarlo affatto (come alcuni cocktail invernali quali grog e punch), oppure può essere solo raffreddato con del ghiaccio. Una classe particolare di cocktail è costituita dagli shot, piccoli cocktail che possono avere tutte le caratteristiche di un normale cocktail e sono serviti in due tipi di bicchieri, gli shot e i bite. Per prevenire l'abuso sia di nomi fittizi di cocktail sia di modifiche arbitrarie a cocktail conosciuti, l'International Bartenders Association ne ha codificati 77 a cui ogni anno si aggiungono o vengono eliminati altri cocktail.
Riempire una coppa Martini di ghiaccio per raffreddarla, riempire un mixing glass di ghiaccio e versare tutti gli ingredienti al suo interno, quindi mescolare bene. Scolare il ghiaccio dalla coppa Martini e versare il cocktail, filtrandolo dal ghiaccio con lo strainer. Guarnire con un'oliva oppure spremere una scorza di limone sulla superficie del Martini e inserirla nel bicchiere

Il vodka martini è un cocktail composto da Vodka e Vermouth, chiamato anche Martini Vodka, Vodkatini o kangaroo. Il Martini Vodka era iscritto nella lista dei Cocktail ufficiali IBA, fino al 2011, il cui acronimo sta per International Bartenders Association, come cocktail before dinner. Nell'ultima codifica è stato tolto. Una delle sue varianti, divenuta famosa grazie al personaggio di James Bond, è il Vesper cocktail tratto dal romanzo Casino Royale di Ian Fleming. In realtà, praticamente nella maggior parte dei film, Bond ordina sempre un Vodka-Martini "agitato" non "mescolato".

Il Dirty Martini è un cocktail poco conosciuto, forse è per via del nome che non invita molto, (in effetti Martini sporco non è proprio il massimo) ma in realtà è un drink perfetto per accompagnare molti piatti di pesce e verdure, grazie al suo sapore salmastro che ben si sposa a piatti saporiti. Il Dirty è un vodka Martini a cui viene aggiunto un po’ di liquido di salamoia delle olive, che intorbidisce il cocktail trasformandolo completamente. È un cocktail particolare, adatto a palati forti. Diciamo che se siete tra quelli che mettono l’oliva, o anche due, nel Dry Martini allora siamo sulla buona strada. Ingredienti per il Dirty Martini (Martini Sporco) 6 cl di vodka 1 cl di vermut dry 1 cl di salamoia di olive

Chiamato anche “Melatini”, l’Apple Martini fa parte della famiglia dei cocktail Martini, cioè quelli preparati con mixing glass e strainer (più precisamente, senza mai servire il ghiaccio utilizzato per raffreddare gli strumenti e i liquori). È un cocktail molto alcolico dal sapore dolciastro e delicato, il cui profumo di mela lo rende adatto a qualsiasi momento della giornata (aperitivo di giorno e di sera, after dinner) e a qualsiasi occasione. Ingredienti •45 ml di vodka• •15 ml di liquore alla mela• •15 ml di Cointreau• •1 mela verde

Tradotto dall'inglese-Il succo di ananas è un liquido ottenuto dalla spremitura del liquido naturale dalla polpa della pianta tropicale di ananas. Numerose varietà di ananas possono essere utilizzate per produrre succo di ananas commerciale, i più comuni dei quali sono Caienna liscia, Spagnolo rosso, Regina e Abacaxi.

Strawberry Martini This strawberry martini is made with fresh strawberries, lemon juice, and a touch of balsamic vinegar. It's a delightful berry cocktail to sip and enjoy. Course Beverage Cuisine American Prep Time 15 minutes Total Time 15 minutes Servings 2 servings Author Renee Ingredients 1 cup hulled and chopped fresh strawberries 1 ounce simple syrup 3 ounces vodka 2 teaspoons fresh lemon juice 1/2 teaspoon balsamic vinegar Cracked fresh pepper Fresh strawberries for garnish Instructions Place chopped strawberries and simple syrup in a blender. Blend until smooth. Use a flexible spatula to press blended strawberry mixture through a fine mesh sieve into a small bowl. This will remove seeds and pulp (you should have at least 1/2 cup strawberry purée in the bowl). Discard seeds and pulp. Add strawberry purée, vodka, lemon juice, and vinegar to a cocktail shaker filled with ice. Shake well and strain into 2 chilled martini glasses. Sprinkle cracked fresh pepper on top. Garnish with fresh strawberries. Recipe Notes This strawberry martini is made with fresh strawberries, lemon juice, and a touch of balsamic vinegar. It's a delightful berry cocktail to sip and enjoy.

"This is an authentic recipe for mojito. I sized the recipe for one serving, but you can adjust it accordingly and make a pitcher full. It's a very refreshing drink for hot summer days. Be careful when drinking it, however. If you make a pitcher you might be tempted to drink the whole thing yourself, and you just might find yourself talking Spanish in no time! Tonic water can be substituted instead of the soda water but the taste is different and somewhat bitter."

Enjoy a Fresh Pineapple Mojito made with rum, lime, mint leaves and homemade pineapple simple syrup. It’s easy to make this refreshing classic cocktail. This tropical mixed drink is like a taste of summer.


La birra è la bevanda più diffusa sul nostro pianeta e pur essendo una bevanda attualissima vanta origini molto antiche. La sua storia ha oltre cinquemila anni e la sua origine va situata fra Mesopotamia e Antico Egitto. A seconda dei tempi e dei Paesi ha modificato la sua natura, senza però mai tradirla, adeguandosi ai gusti, alla cultura, alla disponibilità delle materie prime. Queste varianti sono pressoché infinite e in continua evoluzione.
Peroni La passione italiana? Ha il gusto Peroni. È la lager italiana di alta qualità che dal 1846 è sulle tavole degli italiani. Peroni viene prodotta oggi come allora, solo con ingredienti selezionati come il malto 100% italiano, frutto di una speciale qualità di orzo seguito con cura durante tutte le fasi della filiera. La qualità è una passione tutta italiana, Peroni anche. PROFILO Gradazione Alcolica: 4,7% vol. Tipo Di Birra: Lager Colore: Giallo paglierino Gusto: Moderatamente amaro, equilibrato di luppolo e malto. Fermentazione: Bassa Temperatura Di Servizio: 4-6° C Provenienza: Italia Tipo Bicchiere: Colonna biconica

Nome: Tennent’s Super Nazione: Glasgow – Scozia Tipologia: Strong Lager (chiara doppio malto) Fermentazione: Bassa Gradazione alcolica: 9% vol. Formato: Bottiglia da 33 cl. Colore: Giallo intenso Temperatura di servizio: 6 – 8° C. Bicchiere consigliato:Calice a tulipano Sensazioni e gusto Con una spuma fine e compatta, la Tennent’s è una birra dal corpo pieno e denso, dal colore giallo intenso con riflessi ramati. Al naso offre aromi intensi di malto pregiato, con note di mela. L’inizio in bocca è dolciastro, con i sentori amari del luppolo che compaiono e sfumano rapidamente per lasciare spazio alla forza alcolica (ben 9°), con finale di caramello. Birra saporita e ben equilibrata nelle sue componenti. Abbinamenti: Affettati affumicati, timballi con sughi saporiti, grigliate di carne.

T Pale ale "Ale" inglese di colore ambrato con riflessi ramati o aranciati. Possiede un discreto corpo e un carattere luppolato e circa il 4% di alcool. Tipica dì Burtonon-Trent.

La Bière du démon, Birra du demon in Italiono, è stata considerata per lungo tempo come la birra più forte al mondo. Anche se si è fatta spodestare da birre come Belzébuth , Samichlaus e altre bombe alcoliche come la Tokyo, rimane comunque una birra forte che ha saputo imporsi come una birra bionda di carattere e qualità. Infatti è molto esportata in Europa, soprattutto in Italia, dove gode di un buon successo. La Bière du Démon è caratterizzata dal colore aranciato verso il rosso e gli intensi aromi di malto, caramello, con punte di miele. Il sapore forte e maltato di questa birra forte vi riscalderà dall’interno!

Ceres è una marca di birra danese prodotta dalla Ceres Brewery di Aarhus, gruppo Royal. Il nome fu scelto dal fondatore nel 1856 per onorare la dea della fertilità Cerere. Tipologie di birra e caratteristiche Il birrificio Ceres produce queste tipologie: Strong Ale (titolo alcolometrico: 7,7%): bassa fermentazione vicina allo stile Dortumunder, lager da esportazione. È il prodotto più diffuso in Italia; Top Pilsner (titolo alcolometrico: 4,6%): pilsner, colore chiaro, fermentazione bassa, gusto leggero e delicato; Old 9 (titolo alcolometrico: 9,1%): strong lager, colore oro intenso, fermentazione bassa, gusto forte e intenso; Red Erik (titolo alcolometrico: 6,5%): strong lager, colore ambrato, fermentazione bassa, gusto dolce con sapore di cereale fruttato; Stout (titolo alcolometrico: 7,7%): stout, colore scuro, fermentazione bassa, gusto forte per la tostatura del malto; Top Royal (titolo alcolometrico: 5,6%): lager export, colore chiaro, fermentazione bassa. Prodotta solo in lattine da 50 cl; Weiss (titolo alcolometrico: 5,1%): weizen, colore chiaro, fermentazione alta, gusto fruttato.

L'Heineken Lager Beer (Heineken Pilsener nei Paesi Bassi), comunemente conosciuta come Heineken, è una birra bionda olandese, prodotta dall'omonimo birrificio; è nota nel mondo per la sua tradizionale bottiglia di vetro verde e per il logo rappresentante una stella rossa. Nel 2011 sono stati prodotti complessivamente 2,74 miliardi di litri di Heineken in tutto il mondo. L'Heineken è consumata principalmente da una fascia di consumatori compresa fra i 18 e i 35 anni d'età; fra i consumatori noti vi erano Pablo Escobar e Freddie Mercury: nei suoi concerti si potevano notare bottiglie bicchieri in plastica pieni sul pianoforte mentre cantava. Il 15 febbraio 1864 Gerard Adriaan Heineken ottiene da sua madre l'autorizzazione all'acquisto del birrificio De Hooiberg, attivo ad Amsterdam sin dal 1592. Nel 1869 Heineken decide di sviluppare una tecnica simile a quella bavarese per la fermentazione a basse temperature, in luogo della precedente fermentazione ad alte temperature, per ottenere una birra più chiara e a più lunga conservazione[5]. Nel 1873 viene fondato il birrificio HBM (Heineken's Bierbrouwerij Maatschappij) che inizia la produzione della birra Heineken: in quell'anno vengono prodotti 17.000 ettolitri di birra. Nel maggio 1875 l'Heineken vince la medaglia d'oro all'esposizione internazionale marittima di Parigi, cominciando così l'esportazione della birra in Francia. Nel 1883 vince il Diplome d'honneurs (diploma d'onore) all'esposizione internazionale coloniale di Amster

Heineken Lager beer, birra Pilsner con grado alcolico 5% vol. Heineken H41 Wild Lager, birra lager chiara fermentata con un lievito scoperto in Patagonia nel 2010 che le conferisce alcune caratteristiche tipiche delle birre ad alta fermentazione. Heineken Oud Bruin, birra Oud bruin, disponibile solo sul mercato olandese, con grado alcolico 2,5% vol. Heineken Premium Light, birra light prodotta per il mercato statunitense introdotta a partire dal 2005 e con grado alcolico 3,3% vol. Heineken Tarwebok, birra bock con grado alcolico 6,5% vol. viene prodotta nel birrificio olandese di 's-Hertogenbosch Heineken 0.0, birra analcolica

Come insegnava Luigi Moretti, sono gli ingredienti che fanno buona una birra. Ancora oggi i nostri mastri birrai usano solo ingredienti speciali: malti puri ottenuti dai cereali più pregiati, selezionati direttamente in campo.


Quante volte, dopo aver assaggiato un vino, ci troviamo senza parole, impacciati nel tentativo di dare espressione alle nostre sensazioni, risvegliate da quel sorso. Spesso avvertiamo la parola proprio lì, "sulla punta della lingua", quando cerchiamo i termini giusti per tradurre i sapori e gli odori riconosciuti, senza poi arrivare a pronunciarla. Non è facile quindi parlare di vino. E' materia soggettiva poiché investe la sfera dei sensi e a volte il linguaggio può apparire troppo stretto per restituire le sollecitazioni, che quel vino ci ha trasmesso. Per l'assaggiatore professionista è diverso. La competenza del sommelier risiede non solo nella capacità di percezione degli odori, dei sapori e della struttura di un vino, ma nell'abilità di saper comunicare le impressioni provate. E per fare questo è necessario uno strumento che sia universale, un modo di esprimersi che abbia per tutti lo stesso significato. Il legame tra sensazione e parola non è immediato, né univoco. L'ambiguità e l'imprecisione, dietro al senso di ogni vocabolo, sono guaribili solo con l'utilizzo di un'abbondante scelta di termini e con la codifica di un lessico professionale. C'è sempre stata una terminologia della degustazione. Già i Greci usavano centinaia di aggettivi per descrivere il vino, mentre nell'antica Roma i degustatori , gli haustores, che assaggiavano i vini durante le feste Vinalia dovevano seguire regole precise. Plinio ci racconta che il vino non andava degustato né a digiuno, né a s
L’Aglianico è uno dei vitigni più importanti del Sud Italia, in particolare della Campania e della Basilicata, e dà vita ad alcuni dei vini rossi più famosi d’Italia come il Taurasi, l’Aglianico del Taburno e l’Aglianico del Vulture. In questa sezione della nostra enoteca troverai i migliori vini da uve Aglianico delle cantine più importanti, dalle più grandi agli artigiani della vigna. L’Aglianico ha delle caratteristiche ben riconoscibili: un colore rosso rubino scuro e un bouquet di profumi caldo che va dai frutti rossi maturi alle note speziate; al palato è corposo e strutturato. Il Campania trova la sua massima espressione nel Taurasi, un rosso strutturato ed elegante, in grado di invecchiare molto bene; un’altra zona importante è quella della provincia di Benevento, dove nella Docg Aglianico del Taburno troviamo vini dotati di grande carattere. Infine in Basilicata, sui suoli vulcanici del Vulture, ci sono alcune delle espressioni più interessanti di questo vino. Grazie alla sua struttura si abbina benissimo con secondi di carne dal gusto ricco e deciso: con l’agnello crea un connubio difficile da eguagliare. Cerca nella nostra selezione il tuo Aglianico preferito!

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Caratteristiche Gradazione alcolica: N/A Colore: Rosso rubino Sentori: pepe nero, tabacco Note di degustazione: Il colore è rosso con i riflessi rubini. L'odore, intenso, è caratterizzato da note di frutti rossi, tabacco e pepe nero. Al gusto si presenta morbido con tannini ben fusi ed un finale persistente caratterizzato da aromi speziati. Temperatura di servizio: N/A Età ottimale: N/A Acidità: N/A

Vitigno autoctono di carattere, fresco e democratico nel prezzo. La Falanghina è il vino dell’estate, ma di tendenza tutto l’anno, uno dei più amati e consumati d’Italia. Anni fa imperava ovunque, grazie a un raffinato lavoro di comunicazione che provocò il boom delle vendite. Oggigiorno i consumatori, più attenti e informati, stanno riscoprendo le sorprendenti caratteristiche di questo vitigno. La Falanghina è un vino da bere giovane, adatto per pasteggiare tutti i giorni, apprezzato per l’ottimo rapporto qualità-prezzo e per la versatilità. Si abbina, infatti, a una grande quantità di piatti, soprattutto a base di pesce

The white wines of France offer unrivaled perfection. With few exceptions, every vineyard growing white grapes is so planted not because reds won’t grow well there, but because whites will flourish. France’s white wines are not an afterthought or a consolation prize. These are vinous treasures worth exploring.

Major Italian White Wines Related Book Italian Wine For Dummies By Mary Ewing-Mulligan, Ed McCarthy Part of Italian Wine For Dummies Cheat Sheet Italian white wines come in varieties that run from sparkling and sweet to smooth and fruity to crisp and dry. The following list describes each of the major Italian white whites: Asti: Sparkling wine made from Moscato grapes around Asti, in Piedmont. Deliciously sweet, low in alcohol, with pronounced fruity and floral flavors. Usually non-vintage, but freshness and youth are essential to its quality. Frascati: From the Frascati area, south of Rome, and mainly Trebbiano grapes. Dry or slightly off-dry, light-bodied, and un-oaked with crisp acidity and subdued flavor. Gavi: Dry, medium-bodied wine from Cortese grapes in the Gavi area of Piedmont. Typically crisp and un-oaked (sometimes slightly oaky) with delicate notes of honey, apples, and minerals. Orvieto: A generally medium-bodied wine made mainly from Grechetto grapes around Orvieto, in the Umbria region. Dry, crisp, with flavors of pear and apple and a pleasantly bitter finish. Pinot Grigio: Generally light-bodied, dry, and crisp, with subdued aromas and flavors and no oakiness. Made from Pinot Gris grapes, usually in Northeastern Italy. Wines from Collio or Alto-Adige DOCs (controlled origin denomination) are usually the best. Soave: From the Soave zone in the Veneto region, made mainly from Garganega grapes. Generally dry, crisp, un-oaked, a

The varied terrain and different climates of the United States means that it can offer the discerning wine drinker a range of superb and often good-value wines. California obviously takes the lead, but there are superior offerings to be found in Oregon and Washington State

Brief spanish wine grapes When it comes to learning about Spanish wine, it is important to get to know the different grape varieties that are grown in Spain as well as their geographic distribution. In Spain, wines are classified into different wine regions, each with their own set of wine laws and quality standards. Currently, Spain has 69 major wine regions, the more correct term being “Designation of Origin” (D.O.). You are most likely familiar with at least a few of them. Some of the most well-known wine regions of Spain are Rioja, Ribera del Duero, Penedés, Navarra, Rueda, Cava, Rias Baixas, Jeréz, & La Mancha. Be careful not to mix up the name of the grape with the name of the wine region. It is quite common for people to confuse them. You should know that when asking for a “Rioja” you are referring to the Designation of Origin. However, if you order an “albariño” wine, for example, you are naming the grape variety. The wine region is called Rias Baixas. Let’s look at some grape varieties that come from Spain. Most people around the world would not necessarily recognize these names but they are the main force of traditional Spanish wine. Grape names are not much used in Spain. In most restaurants or wine shops, wines are classified according to their origin. Spanish wine regulations limit regions, which means that in order to understand how a wine will be you should know something about that particular region! More and more producers do however include the name of
